La pillola contro l’obesita’: un’opportunita’ di crescita ulteriore

Eli Lilly e Novo Nordisk si preparano a lanciare entro il prossimo anno le loro nuove pillole contro l’obesità, destinate a rappresentare una svolta importante nel mercato dei farmaci GLP-1. Secondo analisti e investitori, i prezzi di questi nuovi trattamenti orali negli Stati Uniti dovrebbero allinearsi a quelli attualmente applicati per le iniezioni settimanali, ossia intorno ai mille dollari al mese di listino o circa 499 dollari per chi paga di tasca propria. Si tratterebbe di un’eccezione rispetto alla consuetudine dell’industria farmaceutica, che tende a introdurre le nuove terapie con un premium price, ma la pressione politica e sociale sui costi dei farmaci anti-obesità sembra indirizzare entrambe le aziende verso una maggiore cautela.

Le iniezioni di Novo (Wegovy) e Lilly (Zepbound) sono oggi le uniche terapie GLP-1 approvate ad alta efficacia per la perdita di peso, con risultati clinici che vanno dal 15% al 21% di riduzione ponderale. I nuovi farmaci orali, sviluppati per venire incontro ai pazienti che non gradiscono le iniezioni, mostrano però un’efficacia leggermente inferiore: orforglipron di Lilly ha ridotto il peso corporeo del 12,4% in 72 settimane, mentre la semaglutide orale di Novo ha raggiunto il 15%. Entrambi i valori restano al di sotto delle performance registrate dalle versioni iniettabili.

Proprio questa minore efficacia dovrebbe frenare le ambizioni di prezzo. Gli analisti di UBS sottolineano come Lilly non potrà spingersi oltre i livelli attuali, mentre secondo TD Cowen Novo potrebbe seguire lo stesso schema già adottato con Rybelsus, la sua pillola contro il diabete, commercializzata a parità di prezzo rispetto alla versione iniettabile Ozempic. In generale, le versioni orali dei GLP-1 non sono attese come sostituti delle iniezioni, bensì come soluzioni complementari. TD Cowen prevede che entro il 2030 esse copriranno una quota “mid-teens” del mercato globale dei farmaci anti-obesità, destinato a raggiungere i 150 miliardi di dollari.

Il contesto politico e sociale rimane molto delicato. Negli Stati Uniti circa il 40% della popolazione è obesa e le pressioni di medici, pazienti e assicuratori per rendere questi trattamenti più accessibili sono fortissime. Tradizionalmente le case farmaceutiche giustificano prezzi più elevati con l’innovazione scientifica, ma la Casa Bianca e il Congresso, sotto la presidenza Trump, hanno sollecitato apertamente una riduzione dei costi. In questo scenario Novo potrebbe puntare sulla vendita diretta ai pazienti tramite NovoCare, la farmacia online lanciata quest’anno per distribuire Wegovy anche al di fuori dei canali assicurativi. Lilly, invece, ha chiarito che è ancora troppo presto per discutere di prezzi e piani di lancio, non avendo presentato i dati alle autorità regolatorie.

Le aspettative di vendita riflettono un quadro contrastato. Le previsioni sul potenziale di picco di orforglipron di Lilly si sono ridimensionate: da stime iniziali fino a 30 miliardi di dollari si è scesi a 10 miliardi, mentre per Novo le proiezioni oscillano molto, da 1 miliardo secondo Barclays fino a 15 miliardi secondo HSBC. Oltre all’efficacia clinica, un nodo cruciale sarà la capacità produttiva. I problemi di scarsità registrati nel 2023-2024 per le versioni iniettabili hanno aperto spazio a soluzioni composte e alternative più economiche, dimostrando come la gestione delle forniture rappresenti un fattore determinante per il successo commerciale.

In definitiva, le nuove pillole anti-obesità di Lilly e Novo non sembrano destinate a ribaltare gli equilibri di mercato, ma piuttosto ad ampliare il bacino di pazienti raggiungibili, soprattutto tra coloro che non intendono ricorrere alle iniezioni. Tuttavia, la sfida competitiva resta alta, tra problemi di capacità produttiva, pressioni sui prezzi e un mercato che potrebbe sì espandersi in modo significativo, ma con dinamiche molto meno lineari di quanto le aziende avessero inizialmente previsto.