La Trappola Lose-Lose dell’economia americana
La Trappola Lose-Lose dell’economia americana: qualunque scelta si faccia, si perde
Con l’avanzare del dibattito sul “Big, Beautiful Bill” (BBB), proposta di legge di bilancio promossa dai Repubblicani per prorogare e ampliare i tagli fiscali dell’era Trump, gli Stati Uniti si trovano davanti a un bivio senza uscite vincenti. Da una parte, l’approvazione del disegno di legge significherebbe un forte incremento del deficit e del debito pubblico, avvicinando pericolosamente il Paese a una crisi fiscale strutturale. Dall’altra, una sua bocciatura o anche solo un ridimensionamento comporterebbe un violento contraccolpo economico, con un alto rischio di recessione già nel 2026. È, a tutti gli effetti, una scelta lose-lose.
Scenario 1: approvare il BBB significa imboccare la strada dell’insostenibilità fiscale
Secondo la stima del Joint Committee on Taxation, il disegno di legge aumenterebbe il deficit federale di 3.800 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, con 2.200 miliardi concentrati nei primi cinque. Se le misure temporanee diventassero permanenti, si salirebbe a 5.200 miliardi, secondo il Committee for a Responsible Federal Budget (CRFB).
Il motivo? Il BBB estende molte misure del Tax Cuts and Jobs Act e introduce nuovi tagli e incentivi fiscali, come:
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Esenzione fiscale per le mance,
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Aumento della deduzione standard,
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Crediti per la produzione manifatturiera,
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Deduzioni per straordinari e spese retroattive,
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Nuovi conti fiscali “MAGA accounts”,
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Bonus del 100% per ammortamenti.
Tutto ciò è front-loaded: concentrato nei primi anni del decennio. Le “coperture” – tagli alla spesa, eliminazione di crediti fiscali verdi, requisiti di lavoro per Medicaid – arrivano solo dopo il 2028, e molte sono incerte, posticipate o difficili da attuare.
Risultato? Una montagna di nuovo debito, con 2.800 miliardi di disavanzo solo nei primi cinque anni e oltre il 70% del nuovo indebitamento non legato agli interessi che si concentra nel breve termine. Questo può alimentare l’inflazione, spingere i tassi d’interesse più in alto e minare la credibilità fiscale degli Stati Uniti, come dimostra il recente declassamento di Moody’s.
Scenario 2: non approvare il BBB significa spingere l’economia verso la recessione
Dall’altro lato della medaglia, il mancato rinnovo delle misure fiscali contenute nel BBB, che rappresentano la continuazione della “Trump Tax Policy”, equivarrebbe a un aumento automatico delle tasse per famiglie e imprese. Questa brusca inversione fiscale sarebbe un vento contrario pesantissimo per l’economia americana, con il rischio concreto di innescare una recessione immediata nel 2026.
Morgan Stanley prevede, anche nello scenario base (con il BBB), un deficit pari al 7,1% del PIL nel 2026, in aumento rispetto al 6,7% del 2025. Ma ciò che emerge chiaramente è che senza il BBB, l’economia subirebbe uno shock fiscale tale da interrompere bruscamente il ciclo di crescita. Le famiglie vedrebbero ridotti i propri redditi netti, le imprese perderebbero incentivi e il rallentamento già in atto si aggraverebbe.
Una crisi annunciata: tra debito crescente e crescita in frenata
A rendere ancora più cupo il quadro, ci sono le previsioni a lungo termine di Moody’s e del CRFB:
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Deficit al 9% del PIL entro il 2035,
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Debito/PIL al 134%,
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Oltre il 78% della spesa pubblica assorbita da interessi e spese obbligatorie.
E queste proiezioni assumono che il Congresso non estenda tutte le misure. In uno scenario realistico di estensione completa, il rapporto debito/PIL supererebbe il 200% nei prossimi decenni.
Insomma, anche approvando il BBB, la traiettoria fiscale americana resta insostenibile. Eppure, non approvarlo potrebbe significare recessione, calo delle entrate fiscali, aumento della disoccupazione. Una morsa perfetta.
La vera questione: la paralisi del Congresso e l’assenza di visione
Il problema di fondo è che nessuna delle due scelte affronta le vere cause strutturali del disastro fiscale americano: spesa obbligatoria fuori controllo, inefficienze sistemiche, compromessi politici continui.
Come osserva Elon Musk, anche gli sforzi più lodevoli per razionalizzare la spesa federale sono impotenti davanti a un Congresso bloccato, prigioniero di logiche di breve termine e interessi elettorali.
Conclusione: la più grande economia del mondo senza una via d’uscita
In questo contesto, gli Stati Uniti si trovano intrappolati in una dinamica autodistruttiva:
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Se approvano il BBB, accendono una miccia sotto il debito pubblico e rischiano di perdere la fiducia dei mercati.
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Se non lo approvano, fanno deragliare la crescita e aprono le porte a una recessione.
È la definizione perfetta di dilemma lose-lose. E ciò che rende la situazione ancora più preoccupante è che nessuno, né al Congresso né nell’amministrazione, sembra voler prendere decisioni difficili oggi per evitare un disastro domani.
