Leonardo: entriamo dentro i numeri
Nella serata del 30 luglio 2025, il Consiglio di Amministrazione ha approvato i risultati del primo semestre di Leonardo, formalizzando una performance che conferma la fase di esecuzione ordinata del piano industriale 2025‑2029. I nuovi ordini hanno raggiunto circa 11,2 miliardi di euro registrando una crescita del 9,7 % su base rettificata rispetto al 1H 2024, con un portafoglio ordini pari a circa 45 miliardi di euro, sufficiente a coprire più di due anni di attività produttiva e un book‑to‑bill prossimo a 1,3×, segno di un ritmo commerciale sostenuto. I ricavi sono saliti a circa 8,919 miliardi di euro, crescendo del 12,9 % su base omogenea, mentre l’EBITA industriale ha toccato 581 milioni di euro (+15 % su parametro rettificato), mantenendo margini nella fascia del 6,5 % complessivo, confermando una leva operativa positiva grazie all’efficacia del piano di efficienza in atto . Malgrado il tradizionale cash‑absorption stagionale del semestre, il flusso di cassa operativo (FOCF) è migliorato del 19 % attestandosi a –408 milioni di euro, in linea con il percorso graduale di generazione di cassa previsto nelle tappe intermedie del piano . Parallelamente, l’indebitamento netto si è ridotto a circa 2,17 miliardi di euro, in calo del 27,6 % rispetto a giugno 2024, riflettendo sia la disciplina finanziaria sia i proventi derivanti dal completo disinvestimento dalla linea UAS, avvenuto nel gennaio 2025 .
Il confronto con le singole divisioni mostra dinamiche differenziate all’interno del gruppo. Gli elicotteri hanno generato ordini per 3,396 miliardi di euro, in lieve calo rispetto all’anno precedente, ma hanno registrato ricavi in aumento grazie soprattutto alle linee AW e ai servizi, mentre l’EBITA ha segnato un margine operativo netto intorno al 7,2 % con un lieve miglioramento strutturale. Il segmento Defence Electronics & Security ha ottenuto nuovi ordini per 5,385 miliardi di euro (+ 9 %), mentre i ricavi sono saliti a 3,795 miliardi e l’EBITA a 425 milioni, portando il ROS oltre l’11 %. In ambito Cyber & Security Solutions la crescita è stata ancor più marcata: ordini pari a 453 milioni (+ 6,1 %), ricavi a 359 milioni (+ 19 %) e un raddoppio quasi di redditività a 29 milioni di EBITA con ROS superiore all’8 %. Nel comparto Aeronautics gli ordini sono cresciuti del 53,4 %, arrivando a quota 2,212 miliardi di euro, con ricavi a 1,913 miliardi ma un EBITA stagnante a 55 milioni e ROS calante al 2,9 %, segno che l’aumento dei volumi non ha ancora trasferito appieno la sua leva finanziaria. Per quanto riguarda lo Space, l’evoluzione è stata positiva sia negli ordini (413 milioni, + 23,3 %) che nei ricavi (436 milioni, + 9,3 %), con un EBITA a 17 milioni (+3,9 %), a indicare una timida ripresa soprattutto nel segmento produzione della Space Alliance .
Tra i principali motori della crescita si rileva una domanda strutturale robusta sul fronte della difesa e sicurezza, con un backlog in costante espansione, che sostiene il sostegno alla top line. La disciplina finanziaria e la capacità di deleverage, unite a una forte liquidità complessiva, confermano la credibilità della strategia. Il piano Capacity Boost, sviluppato per aumentare la capacità produttiva in previsione dell’incremento dei volumi, insieme alle strategie di M&A come la partnership con Baykar per LBA Systems, la costituzione di Edgewing per GCAP, e l’acquisizione di società cyber come Axiomatics e SSH Communications Security, dimostrano come Leonardo stia inseguendo una crescita organica e inorganica sinergica con il core business . Tuttavia, permangono alcune aree di attenzione. L’annosa debolezza del comparto Aerostructures, ad oggi inserito nell’Aeronautics, genera perdite operative significative per la fase in corso, contribuendo a un calo della marginalità complessiva nonostante i volumi più elevati. Il cash flow operativo, pur migliorato, resta negativo nella prima metà dell’anno, riflettendo il profilo stagionale del settore e l’intensità degli investimenti industriali e in M&A. Inoltre, la complessità di integrare asset strategici e raggiungere le sinergie promesse implica un execution risk non trascurabile.
In virtù delle solide performance registrate, Leonardo ha provveduto a rivedere al rialzo le attese per la fine dell’anno. La guidance su nuovi ordini ora si posiziona tra 22,25 e 22,75 miliardi di euro (in crescita rispetto ai precedenti circa 21 miliardi), mentre il FOCF di fine anno è stato innalzato nella forchetta 920‑980 milioni. Il debito netto netto è atteso attorno ad un miliardo di euro, in calo rispetto alla precedente stima di 1,6 miliardi, anche grazie alla posticipazione di alcuni interventi M&A al 2026. Al contrario, le previsioni su ricavi (circa 18,6 miliardi) ed EBITA (circa 1,66 miliardi) restano confermate, mostrando continuità rispetto al piano industriale originario.
Guardando al futuro, riteniamo che Leonardo manifesti solidi presupposti di investimento: un backlog robusto, margini in crescita organica, deleverage in corso, e una strategia equilibrata tra core business e innovazione. Allo stesso tempo, è necessario monitorare la capacità di trasformare il miglioramento operativo in flussi di cassa positivi, la gestione della complessità industriale e i rischi legati a ritardi o oggettive difficoltà di consolidamento delle nuove iniziative. La chiave per valorizzare pienamente l’investissement case sarà l’equilibrio tra crescita, generazione di cassa e controllo dei rischi associati alla trasformazione del gruppo in un polo europeo di eccellenza A&D.
Disclaimer: questo report si basa esclusivamente su dati pubblicamente disponibili, come la presentazione ufficiale dell’1H 2025 e comunicati Leonardo, e non costituisce in alcun modo sollecitazione all’acquisto o vendita di strumenti finanziari.
