L’interesse per l’oro sta raggiungendo nuovi picchi, alimentato da previsioni sempre più audaci da parte di istituzioni finanziarie di primo piano come JPMorgan. Tuttavia, dietro il clamore di un possibile prezzo a 6.000$, si celano dinamiche più profonde e complesse. Questo articolo svela tre aspetti sorprendenti e controintuitivi tratti dal loro ultimo report, andando oltre il semplice numero del prezzo target per capire cosa stia realmente accadendo.
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1. La Previsione Shock: 6.000$ non è solo un numero, è un appuntamento.
JPMorgan ha aggiornato la sua visione sull’oro, stabilendo un nuovo target di prezzo con una base di 4.200$ e la possibilità di raggiungere i 6.000$ entro la fine del 2029. A differenza di molte altre proiezioni, l’elemento cruciale di questa analisi è la data specifica, che trasforma una semplice previsione in un vero e proprio orizzonte temporale. Si tratta di un’accelerazione notevole rispetto al target di 4.000$ fissato appena la scorsa primavera. Questa mossa si pone in netto contrasto con altre previsioni audaci, come il recente target di 6.571$ di Jefferies, lasciato senza una scadenza precisa. Fissando un termine ultimo — il 2029 — JPMorgan non sta solo prevedendo un prezzo, ma sta segnalando una forte convinzione nell’avvento di un nuovo paradigma economico. Per contestualizzare, anche Goldman Sachs ha ipotizzato un prezzo vicino ai 5.000$ in uno scenario simile, legato ai rischi per l’indipendenza della Federal Reserve.
2. La Fed è la “Ciliegina”, non la Torta.
Sebbene le preoccupazioni per l’indipendenza della Federal Reserve stiano crescendo, con un’attenzione particolare sulle nomine chiave del 2026, l’analisi di JPMorgan chiarisce che questo non è il motore principale del rialzo dell’oro. Il punto viene enfatizzato da Natasha Kaneva, analista della banca:
“L’indipendenza della Fed è la ciliegina sulla torta per molte delle ragioni per cui le persone vorrebbero comprare oro, ma non è la torta… ora crediamo che il target sia probabilmente più vicino a 4.200$ con la possibilità di arrivare fino a 6.000$ entro la fine del 2029.”
La vera “torta”, quindi, risiede altrove. L’aggiornamento di JPMorgan è parte di un più ampio e cauto consenso che si sta formando tra le principali istituzioni finanziarie. C’è un riconoscimento coordinato del fatto che i driver di domanda fondamentali — come l’accumulo strategico da parte delle banche centrali (settore ufficiale), l’espansione delle politiche fiscali e le crescenti dinamiche di deglobalizzazione — richiedono ora formalmente stime di prezzo più elevate a lungo termine.
3. I Mercati Finanzari? Per Ora, Dormono Sonni Tranquilli.
Forse il punto più controintuitivo dell’intero report è il grande scostamento tra l’allarme degli analisti e la reazione dei mercati. Nonostante le crescenti discussioni sull’indipendenza della Fed, i mercati finanziari non sembrano ancora prezzare questo rischio. L’analisi di Jay Barry, stratega di JPMorgan, evidenzia come né i tassi di interesse a lungo termine né le aspettative di inflazione (i cosiddetti breakeven, ovvero il tasso di inflazione prezzato dal mercato obbligazionario) riflettano un cambiamento di percezione sostenuto.
“Se fossimo preoccupati che la Fed sia meno impegnata verso il suo obiettivo di inflazione al 2%, non solo i breakeven sarebbero più alti, ma ci aspetteremmo anche che i tassi a lungo termine siano più alti e le curve più ripide.”
In termini semplici, se gli investitori temessero davvero che la Fed possa lasciare correre l’inflazione per compiacere la politica, chiederebbero rendimenti più alti sui titoli di stato a lunga scadenza per compensare tale rischio, e la curva dei tassi diventerebbe più ripida. L’assenza di questi segnali suggerisce che il mercato obbligazionario, per ora, si fida della disciplina della Fed. Anche sul mercato dei cambi, secondo l’analista Meera Chandan, non si osserva uno sconto significativo sul dollaro, sebbene i clienti ne siano sempre più consapevoli. Si sta quindi creando una netta discrepanza tra le analisi degli esperti e i segnali attualmente inviati dai mercati.
Conclusione: Cosa Sta Ignorando il Mercato?
In sintesi, l’ultimo report di JPMorgan ci offre tre spunti chiave: un target di prezzo per l’oro audace e, per la prima volta, datato; la conferma che i driver fondamentali superano di gran lunga le preoccupazioni sulla Fed; e l’apparente, e forse preoccupante, calma dei mercati. Le più grandi banche d’affari si stanno preparando a una nuova realtà, ma il mercato sembra non accorgersene. La vera domanda, quindi, non è se il prezzo dell’oro salirà, ma quale sarà la scintilla che finalmente desterà gli investitori da questo torpore?