Stablecoin e Treasury USA: opportunità e rischi di un legame sempre più stretto

Negli Stati Uniti, il Congresso si prepara ad approvare una normativa volta a regolamentare in modo organico il mercato delle stablecoin, le criptovalute ancorate al valore del dollaro. Si tratta di un passaggio cruciale, che potrebbe accelerare la diffusione di questi strumenti finanziari, già largamente utilizzati nel mondo cripto per facilitare il trasferimento di fondi tra token, ma ancora privi di un chiaro inquadramento normativo.

Il disegno di legge prevede che ogni stablecoin sia interamente coperta da attività liquide come dollari statunitensi e titoli di Stato a breve termine (Treasury bills), con obbligo di disclosure mensile sulla composizione delle riserve da parte degli emittenti. Se la normativa sarà approvata, questo potrebbe spingere società come Tether e Circle – che già oggi detengono complessivamente 166 miliardi di dollari in T-bill – ad aumentare ulteriormente le loro posizioni in debito pubblico americano per sostenere l’emissione di nuovi token.

Standard Chartered stima che, in presenza di una regolamentazione favorevole, il mercato delle stablecoin – oggi a circa 247 miliardi di dollari secondo CoinGecko – possa raggiungere i 2.000 miliardi entro il 2028. Una crescita di tale portata avrebbe implicazioni rilevanti per il mercato dei Treasury USA, in particolare per la componente a breve scadenza, che rappresenta circa 6.000 miliardi su un totale di 29.000 miliardi di debito pubblico americano in circolazione.

Rischi di instabilità finanziaria

Tuttavia, l’integrazione crescente tra stablecoin e T-bill solleva preoccupazioni. Se da un lato gli investitori istituzionali accolgono con favore l’ingresso di nuovi acquirenti nel mercato del debito pubblico, dall’altro alcuni analisti mettono in guardia contro i rischi di contagio che potrebbero verificarsi in caso di crisi nel settore cripto.

Cristiano Ventricelli, analista senior di Moody’s Ratings, avverte che una perdita improvvisa di fiducia nelle stablecoin – per motivi regolamentari, di mercato o legati a voci infondate – potrebbe generare liquidazioni massicce di Treasury, provocando una pressione ribassista sui prezzi e turbolenze nei mercati obbligazionari. In tal caso, non solo gli emittenti di stablecoin ma anche altri soggetti che detengono asset simili o che dipendono dalla liquidità garantita da questi token potrebbero essere colpiti.

Anche il Treasury Borrowing Advisory Committee – un organismo consultivo composto da banche e investitori – ha espresso timori in merito. In uno studio pubblicato ad aprile, ha sottolineato come la crescita delle stablecoin, se accompagnata da una riduzione dei depositi bancari, potrebbe diminuire la domanda di Treasury da parte delle banche, impattando anche sulla crescita del credito.

Mark Hays, esperto di criptovalute e fintech presso Americans for Financial Reform, ha aggiunto che in uno scenario in cui gli emittenti di stablecoin fossero costretti a liquidare rapidamente i T-bill detenuti, si potrebbe generare una stretta creditizia, specialmente se la domanda per tali titoli aumentasse bruscamente in un contesto di turbolenza finanziaria.

Il precedente di Tether e Circle

Nonostante questi timori, finora le crisi che hanno coinvolto le stablecoin non hanno avuto un impatto sistemico. Nel 2022, il de-pegging del token Tether – causato dal crollo del mercato cripto – non ha scosso il mercato dei Treasury. Analogamente, nel 2023 il calo del valore dell’USD Coin di Circle, legato alla sua esposizione alla Silicon Valley Bank fallita, ha avuto un impatto contenuto. Tuttavia, il contesto potrebbe cambiare se una legge federale contribuisse a rendere le stablecoin strumenti diffusi e sistemici.

Opportunità per il debito pubblico USA

Alcuni osservatori ritengono che l’approvazione della legge possa comunque avere effetti benefici per la finanza pubblica americana. Matt Hougan, CIO di Bitwise Asset Management, sostiene che l’adozione globale di stablecoin regolamentate contribuirebbe a rafforzare il dollaro come valuta di riserva mondiale, stimolando la domanda per i T-bill.

Anche Roger Hallam, responsabile globale dei tassi presso Vanguard, sottolinea che una maggiore domanda di titoli a breve scadenza potrebbe spingere il Tesoro USA a privilegiare l’emissione di T-bill rispetto a quella di titoli a lunga durata per finanziare il deficit. Questo potrebbe alleggerire le pressioni attuali sui rendimenti delle obbligazioni a lungo termine, saliti recentemente anche per timori legati alla sostenibilità fiscale degli Stati Uniti.

In sintesi, la regolamentazione delle stablecoin apre uno scenario in cui l’intreccio tra finanza tradizionale e cripto si rafforza, con implicazioni significative sia per la stabilità del sistema finanziario sia per le dinamiche del mercato dei Treasury. Un equilibrio delicato tra opportunità di sostegno alla domanda e rischi di contagio in caso di crisi.

Fonte: Reuters